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Cannabinoidi: cosa sono, come si distinguono e come sceglierli

Foglia di cannabis con sette dita dorate su sfondo scuro e roccia nera. Elemento visivo per articolo sui cannabinoidi
La pianta di cannabis contiene diverse molecole attive studiate per le loro proprietà chimiche e biologiche. · Immagine creata con l'IA
Indice5 sezioni
  1. Cosa sono i cannabinoidi e da dove vengono?
    1. Fitocannabinoidi o cannabinoidi sintetici: cosa cambia?
  2. Qual è la differenza tra endocannabinoidi e cannabinoidi?
    1. Anandamide e 2-AG: quali cannabinoidi produce il corpo?
  3. THC, CBD, HHC, THCP: in cosa si distinguono i principali cannabinoidi?
  4. Come scegliere un prodotto a base di cannabinoidi: estratto e formato
    1. Live rosin o distillato: cosa cambia nella cartuccia?
  5. Cannabinoidi: cosa tenere a mente prima di scegliere

Con il termine cannabinoidi si indica una famiglia di composti che interagiscono con il sistema endocannabinoide, la rete di recettori con cui l’organismo regola diversi equilibri interni. La cannabis e i suoi derivati ne contengono molti, ben oltre THC e CBD. Qui li segui lungo la filiera, dal tricoma all’estratto, distinguendo fitocannabinoidi, endocannabinoidi e cannabinoidi sintetici prima di confrontare le molecole che trovi sul mercato.

Tutto parte dai tricomi, le minuscole ghiandole resinose che ricoprono le infiorescenze della Cannabis sativa. Lì la pianta sintetizza i suoi fitocannabinoidi, e varietà, essiccazione e lavorazione ne modellano il profilo: è la parte della filiera che può spostare gli equilibri tra una molecola e l’altra.

Sulla pianta fresca queste molecole si trovano soprattutto in forma acida, THCA e CBDA. Il calore stacca un gruppo carbossilico e le converte nelle forme attive: il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

ℹ️ Questo passaggio si chiama decarbossilazione: senza calore, il THCA resta THCA. Per questo un’infiorescenza cruda e un estratto lavorato non hanno lo stesso profilo.

Marijuana e cannabis light vengono dalla stessa specie, la sativa: a cambiare è il profilo di cannabinoidi, dominato dal THC nella prima e dal CBD nella seconda.

L'essenziale in 30 secondi

I cannabinoidi sono composti che interagiscono con il sistema endocannabinoide: fitocannabinoidi come THC e cannabidiolo CBD[2], endocannabinoidi prodotte dall’organismo e cannabinoidi sintetici. Tra uso medico cannabis e suoi derivati, il THC resta l’unico cannabinoide specifico della pianta[3], utile per orientarsi tra fiori, oli e vape THCX vendute da Spliff.

  • I fitocannabinoidi nascono nei tricomi, tra oltre 500 composti identificati nella Cannabis sativa[2].
  • Gli endocannabinoidi, come anandamide e 2-AG, si legano ai recettori CB1 e CB2 e il loro equilibrio puo risultare alterata da fattori esterni.
  • Su ogni lotto Spliff, THC inferiore allo 0,3% (0% per vape e pod); l’analisi di ogni lotto è disponibile su richiesta al servizio clienti.

Cosa sono i cannabinoidi e da dove vengono?

I cannabinoidi sono sostanze che dialogano con il sistema endocannabinoide. Quelli della cannabis, detti fitocannabinoidi, sono composti terpeno-fenolici C21 specifici della pianta[2]. Si formano nei tricomi delle infiorescenze di Cannabis sativa e, oltre al delta-9-tetraidrocannabinolo e al cannabidiolo, comprendono molte molecole meno conosciute come CBG, CBN e CBC.

Fitocannabinoidi o cannabinoidi sintetici: cosa cambia?

Cambia l’origine. I fitocannabinoidi li produce la pianta, i cannabinoidi sintetici li progetta un chimico in laboratorio. Nell’uso comune la parola finisce per indicare entrambi, ed è da qui che nasce gran parte della confusione che trovi in rete.

Il patrimonio botanico è ampio: da Cannabis sativa sono stati riportati oltre 500 composti, e 125 sono stati isolati o identificati come cannabinoidi[2]. Ognuna di queste molecole ha una via di formazione precisa nel tricoma, dal delta-9-tetraidrocannabinolo al cannabigerolo.

I cannabinoidi sintetici seguono un’altra strada. Sono molecole costruite in laboratorio, con strutture che nelle infiorescenze non compaiono, e per questo non vanno confuse con i derivati della canapa. Accostarli alla cannabis light che trovi in Italia significa mescolare due famiglie che non condividono la stessa origine.

ℹ️ Per orientarti, parti dall’origine: un fitocannabinoide nasce nella pianta, un cannabinoide sintetico no. Un estratto di canapa concentra ciò che la pianta ha già prodotto, mentre una molecola sintetica viene disegnata da zero.
Origine e numero dei cannabinoidi — Composti riportati da C. sativa 500
Dati chiave : 3 dati

Qual è la differenza tra endocannabinoidi e cannabinoidi?

Gli endocannabinoidi sono molecole prodotte dall’organismo. I fitocannabinoidi nascono invece nei tricomi della pianta di cannabis, e i cannabinoidi sintetici vengono progettati in laboratorio. Tutti possono legarsi agli stessi recettori cannabinoidi, CB1 e CB2: “cannabinoidi” è il nome della famiglia, “endocannabinoidi” indica solo quelli fabbricati dal corpo.

Anandamide e 2-AG: quali cannabinoidi produce il corpo?

Il corpo ne produce soprattutto due: l’anandamide e il 2-AG (2-arachidonoilglicerolo). La pianta accumula THC o CBN nelle infiorescenze. Queste molecole, invece, non vengono immagazzinate: sono sintetizzate al bisogno e smaltite in fretta.

Si legano ai recettori CB1, molto presenti nel sistema nervoso centrale, e ai CB2, distribuiti soprattutto fuori dal sistema nervoso, nelle cellule del sistema immunitario. Questa rete di molecole prodotte dall’organismo e di recettori forma il sistema endocannabinoide.

La confusione nasce dal nome. Cannabis sativa è tra le piante più antiche impiegate in medicina, entrata nella medicina occidentale all’inizio del XIX secolo[2]. I composti endogeni, individuati molto più tardi, hanno preso il nome proprio dai cannabinoidi della pianta.

ℹ️ Fitocannabinoidi e cannabinoidi sintetici possono essere riconosciuti dagli stessi recettori degli endocannabinoidi, ma l’origine li separa: i primi vengono dalla pianta, i sintetici sono molecole disegnate in laboratorio e assenti in natura.

THC, CBD, HHC, THCP: in cosa si distinguono i principali cannabinoidi?

THC, CBD, HHC e THCP si distinguono per origine, notorietà e formati in cui li incontri. THC e CBD sono la coppia di riferimento delle infiorescenze; HHC e THCP sono fitocannabinoidi meno conosciuti. Fiori, oli, hash o vape: per capire cosa stai comprando, conta il nome completo della molecola scritto in etichetta.

Passando dal corpo alla pianta, il primo nome da conoscere è il tetraidrocannabinolo. Il Δ9-THC è un cannabinoide presente unicamente nella pianta di cannabis[3]. Il cannabidiolo gli fa da contrappeso nelle varietà di cannabis light, ed è su questo rapporto che si costruisce il profilo di un’infiorescenza.

CBG e CBN restano cannabinoidi minori, e il CBN è legato all’ossidazione del THC.

Sull’etichetta la mia posizione è netta: più degli effetti annunciati, conta ciò che è scritto. Diffida delle sigle isolate e delle promesse sugli effetti psicoattivi, e cerca piuttosto:

  • il nome completo della molecola, non solo l’acronimo;
  • la percentuale dichiarata;
  • il tipo di estratto (live rosin, distillato, olio);
  • l’analisi di laboratorio.

Un nome commerciale può essere fuorviante se non è spiegato. Il Magic Vape appartiene alla gamma THCX: THCX è un nome commerciale, non è una molecola: ogni lotto è analizzato in laboratorio e nessuna molecola classificata viene rilevata. L’analisi di ogni lotto è disponibile su richiesta al servizio clienti.

Come scegliere un prodotto a base di cannabinoidi: estratto e formato

Il nome della molecola in etichetta è solo il primo filtro. Dopo restano due leve: come è stato lavorato l’estratto e in quale formato lo userai. La maggior parte degli acquisti deludenti nasce da queste due scelte, non dai cannabinoidi in sé.

Live rosin o distillato: cosa cambia nella cartuccia?

Il live rosin conserva il profilo aromatico della pianta, mentre il distillato punta sulla purezza. Il rosin nasce da infiorescenze congelate fresche, pressate con calore e pressione senza alcun solvente. I terpeni restano così vicini a quelli della varietà d’origine.

Il distillato passa invece per una raffinazione spinta che isola il cannabinoide di interesse (THC, cannabidiolo CBD o altri) e spesso disperde gli aromi, che vengono poi reintegrati. Il gusto è più neutro e la resa più costante da un tiro all’altro.

Il formato conta quanto l’estratto. Se vuoi cambiare ricarica senza cambiare apparecchio, guarda alla capacità del pod di essere sostituito al volo: Magic Pod Live Rosin x2 e Magic Pod x2 sono ricariche in coppia. Se preferisci un dispositivo completo e pronto all’uso, c’è Magic Vape, della gamma THCX di cui trovi la natura spiegata qualche riga più su. THCX è un nome commerciale, non è una molecola: ogni lotto è analizzato in laboratorio e nessuna molecola classificata viene rilevata.

⚠️ Diffida di un’etichetta che non dichiara la molecola e non cita analisi: la sola dicitura «base cannabis» non ti dice cosa stai inalando.

Il CBD non è un farmaco e non sostituisce un parere o un trattamento medico. In caso di dubbio, rivolgiti a un professionista sanitario. Questi formati non sono pensati per un uso medico, sono riservati agli adulti (18+) e vanno tenuti lontani dalla guida.

Cannabinoidi: cosa tenere a mente prima di scegliere

In breve: tra pianta ed estratto è la lavorazione a decidere se nella cartuccia trovi il profilo intero dei cannabinoidi o una sola molecola. Le sigle sul mercato non si equivalgono, quindi il nome completo in etichetta resta la tua bussola.

Prima di confrontare i formati vape, apri la scheda del prodotto su spliffstore.it. Lì trovi il prezzo del giorno e le recensioni dei clienti, due dati che si aggiornano molto più spesso di qualsiasi etichetta.

Fonti

  1. Cannabinoids, Phenolics, Terpenes and Alkaloids of Cannabis — pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  2. Cannabis and Cannabinoids in Reproduction and Fertility: Where We Stand — pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

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